FAQ

Prima di scegliere una soluzione, è importante capire il problema.

Ogni difficoltà uditiva è diversa e richiede una valutazione accurata. Per questo in Orasento crediamo che il primo passo non debba essere la prova di un apparecchio acustico, ma una corretta diagnosi medica effettuata dal Medico Specialista dell’udito.

Solo comprendendo la natura del problema è possibile individuare il percorso più appropriato: riabilitazione uditiva, trattamento medico, impianto uditivo o monitoraggio nel tempo. Collaboriamo con Medici Specialisti e Audiometristi per costruire percorsi personalizzati e realmente utili per ogni persona. Il nostro obiettivo non è vendere un apparecchio. Il nostro obiettivo è aiutare ogni persona a trovare la soluzione più adatta per continuare a vivere, comunicare e partecipare pienamente alla propria vita.

Domande risposte

Se sospetto di sentire meno, devo fare subito una prova gratuita di apparecchi acustici?

No.

Prima di qualsiasi prova è importante capire perché si sente meno.

Una valutazione specialistica effettuata da un medico Otorinolaringoiatra o Audiologo permette di identificare correttamente il problema ed escludere eventuali condizioni che richiedano un approccio medico.

Solo dopo una diagnosi accurata è possibile valutare serenamente quale sia la soluzione più adatta.

Per noi la diagnosi viene sempre prima della soluzione.

Perché insistete tanto sulla diagnosi medica?

Perché non tutte le difficoltà uditive sono uguali.

Dietro una riduzione dell’udito possono esserci situazioni molto diverse tra loro.

Partire da una diagnosi corretta significa tutelare la salute della persona e costruire un percorso realmente personalizzato.

Perché consigliate sempre una visita dall’Otorinolaringoiatra o dall’Audiologo prima di scegliere una soluzione uditiva?

Perché una difficoltà uditiva è un sintomo, non una diagnosi.

Prima di parlare di apparecchi è importante comprendere la causa del problema.

Una valutazione specialistica permette di impostare il percorso più corretto.

Se un centro mi propone subito una prova gratuita senza una diagnosi medica, devo accettare?

Ogni persona è libera di scegliere il percorso che ritiene più opportuno.

Noi riteniamo però che il percorso più corretto sia comprendere prima il problema e solo successivamente valutare le possibili soluzioni.

Non sono sicuro di aver bisogno di un apparecchio acustico. Vale comunque la pena chiedere una consulenza?

Sì.

Spesso è proprio il momento migliore per farlo.

L’obiettivo non è decidere subito se utilizzare un apparecchio, ma comprendere la situazione uditiva e ricevere indicazioni corrette.

Chi decide quale soluzione è più adatta a me?

La scelta nasce dalla collaborazione tra il medico specialista, il professionista dell’udito e la persona stessa.

Non esiste una soluzione valida per tutti.

Posso chiedere un secondo parere?

Certamente.

Una persona informata prende decisioni migliori.

Siamo favorevoli al confronto professionale basato su trasparenza e chiarezza.

Come scegliete la soluzione da proporre?

Partiamo sempre da tre elementi:

  • diagnosi medica
  • caratteristiche della perdita uditiva
  • esigenze reali della persona

Ascoltiamo il paziente, il suo stile di vita, il lavoro e gli ambienti che frequenta.

Come posso capire se sto perdendo l’udito?

I segnali più comuni sono:

  • difficoltà a comprendere le parole
  • volume della TV più alto
  • richiesta frequente di ripetere
  • sensazione che gli altri parlino meno chiaramente

Se questi segnali sono presenti, è utile effettuare una valutazione.

Sento ma non capisco: è possibile?

Sì.

È una delle situazioni più frequenti.

Molte persone sentono i suoni ma fanno fatica a comprendere il linguaggio, soprattutto nei luoghi rumorosi.

Perché sento le voci ma non capisco le parole?

Perché non tutte le frequenze vengono percepite allo stesso modo.

La voce arriva, ma alcune parti delle parole possono risultare meno chiare.

Perché ho la sensazione che tutti parlino male?

È una frase che sentiamo spesso.

Nella maggior parte dei casi le persone parlano normalmente: è il cambiamento dell’udito che rende alcune parole meno nitide.

Perché faccio fatica soprattutto nei luoghi rumorosi?

Perché il cervello deve separare la voce dai rumori di fondo.

Ristoranti, cene e ambienti affollati sono spesso le situazioni più impegnative.

Quando dovrei controllare il mio udito?

Ogni volta che compare una difficoltà di ascolto o comprensione.

Dopo i 60 anni è utile effettuare controlli periodici.

L’esame dell’udito è doloroso?

No.

Gli esami con test sono semplici, sicuri e completamente indolori.

Perché l’udito è importante per il cervello?

L’udito è una delle principali fonti di stimolazione cognitiva.

Conversazioni, relazioni e vita sociale aiutano il cervello a rimanere attivo.

Sentire poco affatica il cervello?

Sì.

Quando le informazioni arrivano in modo incompleto, il cervello lavora di più per comprenderle.

Questo può aumentare la sensazione di stanchezza.

Esiste una relazione tra perdita uditiva e declino cognitivo?

Numerosi studi hanno osservato un’associazione tra ipoacusia non trattata, isolamento sociale e aumento del rischio di declino cognitivo.

La perdita uditiva non è l’unica causa, ma rappresenta uno dei fattori modificabili più studiati.

Gli apparecchi acustici prevengono la demenza?

No.

Sarebbe scorretto affermarlo.

Possono però favorire comunicazione, partecipazione sociale e ridurre la fatica di ascolto.

Perché intervenire precocemente è importante?

Perché spesso permette di mantenere più facilmente abitudini sociali, lavorative e relazioni.

Cosa succede se non faccio nulla?

Dipende dalla situazione individuale.

Molte persone riferiscono una progressiva difficoltà nella comunicazione e una maggiore fatica di ascolto.

Quando è il momento giusto per utilizzare gli apparecchi acustici?

Quando la perdita uditiva inizia a limitare relazioni, lavoro o attività quotidiane.

Gli apparecchi acustici fanno tornare l’udito come prima?

No.

Non restituiscono l’udito naturale.

Possono però migliorare significativamente comprensione e qualità della vita.

Posso provarli?

Sì.

Riteniamo però importante che ogni prova avvenga dopo una diagnosi medica accurata.

Perché alcune persone acquistano apparecchi costosi e continuano a sentirsi insoddisfatte?

Perché il risultato non dipende solo dal dispositivo.

Contano diagnosi, regolazione, adattamento e assistenza nel tempo.

Esiste l’apparecchio migliore in assoluto?

No.

Esiste quello più adatto alle esigenze di una determinata persona.

Come faccio a sapere se mi state consigliando la soluzione giusta?

Un professionista serio spiega chiaramente:

  • perché propone quella soluzione
  • quali benefici aspettarsi
  • quali limiti sono realistici

Quanto conta la regolazione dell’apparecchio?

Moltissimo.

Anche il miglior dispositivo può dare risultati deludenti se non viene regolato correttamente.

Vale ancora la pena migliorare il proprio udito a 75, 80 o 90 anni?

Sì.

Non esiste un’età in cui smetta di essere importante il comunicare.

Sentire bene significa continuare a partecipare alla vita, alle relazioni e alle decisioni quotidiane.